"Non anticipo il futuro. E a volte mi sdraio sul marmo, nuda e stordita. Mi affido ai sensi e salgo con l’aria, come musica, occupandola tutta. Parlo e silenzio. Parlo e silenzio e non penso. Mi tingo i capezzoli di viola che si impregna. Sono la mia tranquillità e l’eccesso, un po’ forzato, evidentemente forzato, voluto per irritare. Poi sto zitta. Mi prende l’angoscia se non mi capita qualcosa. Qualcosa che sfasi l’ordinario. Cerco lo spavento che spezza".
Frammento rinvenuto in un posticipo di romanzo.

La nuova testata è una eiaculazione onirica di Yorke. (www.maquiladora.splinder.com).
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 10:18
mercoledì, aprile 27, 2005
ArgoMentz:


In testata del Blog ho messo un nuovo quadro (nell'originale non c'è la scritta Smettila di Toccarti la Luna, che qui è messo per ovvi motivi).
Anche questo merita un nome.
E' quindi aperto il concorso...
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 12:30
mercoledì, aprile 20, 2005
ArgoMentz:


Me l'hanno dimessa. Il suo agente dice che può continuare il racconto. Speriamo che non zoppichi troppo altrimenti mi va fuori registro.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:03
martedì, aprile 19, 2005
ArgoMentz:


Stavo scrivendo un racconto, ma la protagonista si è rotta la caviglia dopo due paragrafi e adesso attendo le radiografie. Speriamo non sia niente di grave.
Vi tengo aggiornati.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 15:42
giovedì, aprile 14, 2005
ArgoMentz:


Oggi va che respiro.
La baraonda lavorativa sembra essere finita. Oggi è il mio primo giorno di fancazzismo, dopo tre settimane di immersione totale nella merda molluscosa e gratificazioni inaspettate (Sembra che una mia campagna sia entrata nell'Annual dell'Adci, che per i profani non significa nulla ma per gli adetti ai lavori è Qualcosa. Qualche settimana fa mi hanno anche comunicato che, sempre la stessa campagna, sarà alla TotalTool, della Triennale, una mostra di oggetti impossibili derivanti dalla pubblicità).
Sfrutterò il mio tempo a sistemare la mia presentazione artistica, cercherò di rispondere alle mail degli amici trascurati. Mi leggerò il giornale. Disegnerò qualche omino.
Mi guarderò un film. Scriverò il finale di un raccontino lasciato in sospeso.
Ecco.

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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:38
martedì, aprile 12, 2005
ArgoMentz:




The Dresden Dolls - Coin-Operated Boy.

Inserisci la monetina nella fessura sullo sterno. Gira la manopola. E vedrai come giro tutt'intorno spargendo stelle di latta in cielo.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 09:34
venerdì, aprile 08, 2005
ArgoMentz:




(Là fuori c'è della roba, pura e misericordiosa).
La Stufa - 2005. Sergio Scalet.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 11:27
lunedì, aprile 04, 2005
ArgoMentz:



“Non oggi” disse lei.
Uno sguardo. Una mano troppo veloce per essere fermata. Lei cadde a terra. Sul suo viso un sorriso morbido. Su quello di lui, un sorriso d’intenzione postuma.
“Forse oggi no, ma domani non ti salvi”. Disse lui.
“Domani, prova a farti vedere da queste parti che ti faccio spaccare il muso dal filippino”. Rispose lei.

Il giorno dopo.
“Apri”. Disse lui.
“Ok”. Rispose lei.
“Perché hai aperto?”
“Me lo hai detto con un tono che mi piace”. Detto questo, si sollevò la gonna e si sfilò gli slip. Si avvicinò al tavolo, vi appoggiò i gomiti e sollevò il coccige, tanto da mettere in mostra la peluria pubica tra le natiche.
“Se devi scoparmi, fa in fretta che poi devo uscire”.
“Non ti sopporto quando mi dai ordini così espliciti, io non ti scopo. Io ti amo”.
“Se mi ami scopami”.
“Ok” disse lui, avvicinandosi e appoggiando le mani sui fianchi di lei, e stringendo.
“Non lo sento ancora dentro, che succede?” disse lei muovendo il culo e tutto il busto, come un serpente.
“Non mi tira il cazzo, non mi piace così, sei troppo aggressiva”.
Lei sbuffò, abbassò la testa e si guardò tra le gambe. Il cazzo di lui era là in fondo, dritto e duro.
“Stronz..” non fece in tempo a dirlo che se lo ritrovò dentro.
“Mi spiace amore”. Disse lui.
“Anche a me, ma adesso muoviti”. Disse lei.
“Non so, se ne ho voglia”.
Lei sbuffò ancora.
“Va bene faccio come vuoi”. Detto questo sfilò il cazzo.
“Perché lo hai tolto?”
“Non so…”
“Sei un uomo troppo insicuro per…” non fece in tempo a dirlo che se lo ritrovò dentro “Oddio… adesso muoviti”. Ma lui rimase fermo.
“Se mi dici ancora una volta quello che devo fare me ne vado”.
“Senti mi si stanno consumando i gomiti a stare così, muovi quel cazzo e facciamola finita”.
“Ok”. L’uomo iniziò a muoversi lentamente, stringendole i fianchi, risalì lungo la schiena e le afferrò i capelli.
“Mi fai male”. Disse lei.
“Certo”. Disse lui.
Dopodiché aumentò il ritmo finché non fu lì lì per venire… e in quel lì lì lo tirò fuori e venne. Sul pavimento.
“Ma porca…” disse lei “hai sporcato tutto, avevo appena pulito”.
“Scusa, sai l’eccitazione”.
“Adesso pulisci”.
“No dai, fammi godere un po’ l’orgasmo prima”.
“No, pulisci prima che il legno lo assorba”.
“Macché dici, mica è un agente chimico”.
“Poi mi rimane la macchia”
“Che rompi cazzi che sei” detto questo, prese dello scottex e pulì.
“Usa anche il detergente”.
“Ok”.
Intanto lei, sempre appoggiata al tavolo concluse toccandosi allegramente.
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Stralunato da CavaliereInesistente alle ore 16:01
venerdì, aprile 01, 2005
ArgoMentz: